Dimagrimento: fra dieta ed allenamento

Nell’articolo di oggi parliamo di dimagrimento. È un argomento di cui si parla spesso, che tutti conosciamo in teoria, ma che è più difficile di quel che si pensa da mettere in pratica.

Quando parliamo di dimagrimento la prima cosa che ci viene in mente è la dieta. Purtroppo questa parola, DIETA, ha preso nell’immaginario comune un’accezione negativa, in quanto è associata solo alla deprivazione, al togliere qualcosa da quello che ci mangiamo. Ci rivolgiamo ad un nutrizionista o a un dietista, solo quando abbiamo un problema, quando non siamo più in salute. Il problema è che tutti pensiamo di saper mangiare bene, ma la realtà dei fatti dimostrano che spesso abbiamo delle cattive abitudini alimentari, che ci portano poi a rivolgerci da un professionista.

“Siamo quello che mangiamo”; ciò veniva detto già nel 1800 dal filosofo tedesco Feuerbache, e ai nostri giorni suona ancora più vero. La società spinge molto sugli alimentari industriali, elaborati, che soddisfano più il nostro cervello, che la nostra necessità di nutrirci. Ad oggi abbiamo patologie e malattie da sovralimentazione, che 50 anni fa non c’erano, o se c’erano erano molto poco impattanti rispetto ad oggi (nei paesi industrializzati, nel “terzo mondo” muoiono di fame apro e chiudo parentesi).

Ma siamo davvero solo quello che mangiamo? Forse nel 1800, con una società non avanzata come quella odierna, poteva essere un’affermazione quantomeno verosimile, ma oggi?

Nel mondo contemporaneo, oltre alla cattiva e sovralimentazione, un altro grande problema è la sedentarietà. Il benessere e la comodità, per quanto in molti aspetti hanno alzato il nostro tenore di vita, insieme allo sviluppo tecnologico e scientifico, ma ci stanno rendendo sempre più sedentari, ci stanno rendendo sempre meno “mobili”, ma più “immobili”. L’ho già scritto in altri articoli precedenti, e lo ribadirò anche in questo: siamo nati per muoverci, siamo fatti per muoverci; il movimento è comunicazione, è socialità, è salute.

L’unione di errata alimentazione, soprattutto sovralimentazione, e sedentarietà, ci sta portando ad avere molti problemi di salute, ed il problema si sta estendendo a tutte le età, dai bambini fino agli anziani.

Fra i due fattori, dieta e allenamento, quello che più influisce sul dimagrimento è la dieta, questo perchè quello che realmente ci fa ingrassare e dimagrire è l’introito calorico rispetto a quello che noi consumiamo nell’arco della giornata; se introduciamo più di quello che consumiamo, ingrassiamo, al contrario dimagriamo. Questo vale per qualsiasi tipo di alimentazione noi abbiamo; anche andassimo tutti i giorni, colazione, pranzo e cena da McDonald, e iniziassimo a mangiare di meno, continuando ad avere quel tipo di alimentazione e lo stesso stile di vita, avremo comunque un deficit calorico e dimagriremmo. Ovviamente è una cosa assolutamente da sconsigliare; per stare in salute, quindi non solo per il dimagrimento, la qualità delle cose che mangiamo fa la differenza, la giusta alimentazione è anche in questo. Ci vogliono i giusti rapporti fra i macronutrienti e micronutrienti, che spesso con i fast food per esempio, sono molto sbilanciati verso carboidrati molto raffinati, e grassi, molti grassi, senza portare al nostro corpo il giusto nutrimento.

Partiamo con ordine; ognuno di noi ha una dieta, quello che mangiamo rappresenta la nostra dieta. Non esistono cibi buoni o cattivi, esistono le proporzioni sbagliate; un dolce, soprattutto artigianale, in se non fa male, soprattutto se ne mangiamo una fetta una tantum; il problema nasce quando quella fetta, quella porzione, diventa troppo spesso presente nei nostri pasti in aggiunta al pasto che mangiamo normalmente.

La frutta fa bene, ma se ne mangio 1 kg ogni volta diventa un problema. Sono le quantità che fanno diventare un alimento buono o cattivo.

Ma quali sono le giuste quantità? In realtà non esiste una giusta quantità, o per lo meno, non è la stessa per tutti. Come spesso capita, quando si parla di alimentazione ed allenamento, la parola d’ordine è dipende. Da cosa? Dalla persona. Come sempre è la persona da mettere al centro. Non siamo tutti uguali, non abbiamo tutti gli stessi bisogni, non abbiamo tutti lo stesso stile di vita, gli stessi obiettivi, lo stesso “metabolismo”; non siamo comparabili, o quantomeno sovrapponibili. Due persone che hanno lo stesso stile di vita, non è detto, anzi quasi sicuramente, non avranno lo stesso fabbisogno calorico, in quanto entrano in gioco molti fattori, fra cui quelli genetici, ormonali ecc.

Come sempre, ricordo che non sono un nutrizionista, non mi occupo di questo, mi occupo del movimento umano, e vi invito, nel caso abbiate bisogno di consulenze in merito, sempre a rivolgervi ad un professionista del settore.

Andiamo a vedere da cosa è composto il nostro fabbisogno energetico giornaliero;

è così composto:

  • Metabolismo basale (60-75%)
  • Termogenesi indotta (10%)
  • Attività fisica (15-30%) lavoro + eventuale attività fisica

Il Metabolismo basale è, detto semplicemente, il consumo “base” del nostro corpo a riposo; detto in soldoni: tutte le funzioni del nostro corpo hanno un costo energetico e sommate danno il metabolismo basale. Ovviamente non è uguale per tutti, in quanto è

influenzato da numerosi fattori principalmente da età, sesso e massa corporea, ma anche dal clima, dal sonno (uno dei fattori più sottovalutati nella nostra epoca, ma è uno dei fattori più importanti per il buono stato di salute generale di una persona) ed altri. Il metabolismo basale si può calcolare in in diversi modi:

  • in modo diretto attraverso la calorimetria diretta, ma è un processo piuttosto dispendioso e poco pratico
  • in modo indiretto in due modi:
    • calorimetri indiretta, attraverso il consumo di ossigeno (indiretta in quanto il consumo di ossigeno è un indice del consumo energetico e si tramite equazioni abbiamo il calcolo del metabolismo basale, detto in soldoni)
    • attraverso delle formule che stimano il valore del metabolismo

La termogenesi indotta è, detto anche qui in modo semplice, il consumo energetico che abbiamo per digerire e assorbire i macronutrienti di quello che mangiamo.

Poi abbiamo l’attività fisica che la possiamo dividere in:

  • Attività non sportiva (attività lavorativa, spostamenti, mansioni quotidiane ecc ecc)
  • Attività sportiva

Anche il consumo dell’attività fisica può essere stimato tramite formule e tabelle che fanno una stima di ogni attività, sia sportiva che non sportiva.

Come possiamo vedere, l’attività fisica influisce, ma non quanto il seguire una dieta; quello che vi ho scritto è solo un accenno, per far vedere quanto sia complesso il discorso dieta, e quanto sia importante rivolgersi ad un professionista del settore che sa come muoversi, ma anche se poco e non esaustivo, vuole mettere in luce quanto sia importante mangiare bene e nel modo giusto e mettere in luce quali sono i fattori che vanno poi a determinare il nostro fabbisogno energetico. Spesso sovrastimiamo quello che è il nostro consumo energetico, o ci ritroviamo a mangiare molto di più di quel che pensiamo, per noia o per compensare altre problematiche come lo stress o l’ansia. Accade anche che visto che mangiamo, andiamo ad allenarci, anche con allenamenti molto intensi, nella speranza poi di buttare giù un po’ delle calorie in eccesso ingerite, ma con scarsi risultati, visto che, se torniamo sopra, l’attività sportiva impatta per un 10/15% sul metabolismo generale. Possiamo fare tutti gli allenamenti che vogliamo, ma se non cambiamo le nostre abitudini alimentari, portandole più vicino a quello che è il nostro fabbisogno, difficilmente avremo dei risultati. Come anche l’utilizzo di diete trovate su riviste o sentite in televisione, che possono andare bene sicuramente per qualcuno (statisticamente qualcuno rientra in queste tipologie di diete, e per queste persone funzionano anche), ma non per tutti. La dieta non deve essere una punizione, deve cambiare le nostre abitudini alimentari, portandoci a mangiare gli alimenti che più servono a noi, con le quantità adeguate per noi, senza andare ad escludere alimenti (carboidrati, quei maledetti, causa di tutti i mali…) o mettere alla “fame” la persona per perdere dei chili. Deve essere sostenibile nel tempo, perchè spesso le diete falliscono proprio per questo, non sono fattibili e sostenibili per un determinato tempo, portando all’esaurimento la persona che la sta seguendo. Questo articolo non parla e non è rivolto a chi ha problemi di obesità grave o problemi di disturbi alimentari, in quanto sono problemi gravi, e soprattutto multifattoriali, in cui la dieta e l’attività fisica sono solo una parte di un discorso molto più ampio e complesso, in cui entrano in gioco altre figure in ambito medico e psicologico.

Per questo articolo ci fermiamo qui che sta diventando un po’ troppo lungo; nel prossimo continueremo parlando di come l’allenamento ci possa aiutare a dimagrire.

Al prossimo articolo

Una opinione su "Dimagrimento: fra dieta ed allenamento"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: