Migliorarsi dell’1%

Sembra passato un secolo, non scrivevo sul mio blog da maggio; avevano riaperto le palestre, si era ricominciato a lavorare e il tempo per scrivere si è drasticamente ridotto. Sembrava che si potesse andare in una direzione buona, per tornare non alla normalità, ma quantomeno a una situazione di pseudo-normalità. Invece, ad un anno dall’inizio della pandemia, siamo ancora lontani dall’uscirne, anche se con l’arrivo del vaccino, si vede la luce in fondo al tunnel, forse.

Questo è stato, perlomeno per me, un periodo di cambiamento, un periodo in cui ho deciso di dare delle priorità, del non trovarmi a voler fare mille cose insieme e perdermici in mezzo.

Mi sono allontanato molto dai social, che già utilizzavo poco, e ho avuto la possibilità di studiare e leggere molto.

Oltre ai libri di studio, o inerenti all’allenamento, mi piace leggere, fra le altre cose, i libri che trattano di miglioramento personale. Fra i vari libri, quello di cui voglio andare a parlare oggi, ed il concetto che voglio portare alla vostra attenzione, e quello di Luca Mazzucchelli “Fattore 1%, piccole abitudini per grandi risultati”; vi invito a leggerlo, è molto interessante. Il concetto da portare a casa sostanzialmente è quello della gradualità; per arrivare da A a Z, bisogna passare per B,C,D ecc.

Il libro si concentra soprattutto sul cambiamento o il miglioramento delle proprie abitudini e di come il concetto del “da domani cambio vita”, la maggior parte delle volte fallisce miseramente. Questo accade in mille ambiti, dalla dieta, allo svegliarsi presto e all’allenamento. Alla grande spinta motivazionale iniziale (momenti tipici sono il nuovo anno, una ricorrenza, il compleanno ecc), che con il tempo si va disperdendo se non viene alimentata la fiamma, la nostra testa tende a riportarci alle nostre abitudini, perchè costano poca fatica in quanto sono già automatizzate, come a voler mantenere lo stato di omeostasi del nostro sistema. Il nostro voler cambiare di punto in bianco una o più abitudini richiede molta energia, ed è uno stress per il nostro organismo, e se lui può evitarlo, lo eviterà.

Qual è dunque la soluzione? Questo fattore 1%. Facciamo un esempio. Sono una persona che sta sempre fuori casa, e l’unico momento “libero” e tranquillo della giornata è la mattina presto, in cui posso allenarmi, leggere o fare qualcosa che mi interessa, ma sono anche una persona che prima delle 7:30 non si è mai alzata dal letto, ed ora voglio alzarmi alle 6, per avere quell’ora e mezza in più per me. Spinto dalla motivazione iniziale, già dal giorno dopo, anche se stanco, mi sveglierò alle 6, come avevo programmato, e così per la prima settimana; ma già dopo la seconda, finita la motivazione iniziale, e subentrando la stanchezza, ricomincio pian piano ad alzarmi di nuovo alle 7:30, ed ogni scusa è buona per non alzarmi prima di quell’orario (non tutti, c’è anche chi è dotato di grande forza di volontà, ed una volta fatta una scelta la porta avanti senza problemi, ma nella maggior parte dei casi, questo non accade).

Altro approccio: decido di volermi svegliare prima, ma decido di farlo gradualmente. Ogni tot tempo, che può essere ogni settimana, o anche ogni 2-3 giorni, cerco di svegliami, 2 minuti, 5 minuti prima. Questo passaggio graduale fa si che il cambiamento è così piccolo da non risultare stressante e faticoso, e una volta passati tot giorni, tornerò a togliere altri 5 min e così via, fino ad arrivare al mio obiettivo.

Devi darti il tempo di abituarti a piccoli passi; quel poco, di volta in volta, diventerà il tanto con il giusto tempo.

Purtroppo il mondo di oggi, vuole il tutto e subito. Vediamo sui social le vite perfette, i corpi perfetti, il tutto perfetto di tutti, che non siamo noi (come se sui social uno andasse a mettere in mostra le cose brutte, ma forse questo è un dettaglio che ci sfugge). Siamo continuamente in competizione con qualcosa di artefatto, e troviamo quelli che ti dicono in 10 giorni risultati garantiti, perdi 30 kg in 30 giorni ecc ecc, e ci crediamo. Non siamo più abituati ad investire del tempo per migliorarci o per ottenere dei risultati.

Se abbiamo speso la nostra vita, lunga o breve che sia, avendo determinate abitudini, a fare determinate cose, come può essere che in 2 minuti possiamo cambiare tutto?

Ora voglio rapportare questo concetto all’attività fisica, al mio ambito lavorativo;

per me che lavoro con l’attività fisica, quello della gradualità è un concetto assodato, ed è alla base degli allenamenti e delle proposte di allenamento che uno fa; ma per chi non è del settore, spesso si dimentica di questa regola, che è in realtà assimilabile a qualsiasi ambito, ed è vecchia come il mondo (c’è anche il detto “Roma non è stata costruita in un giorno”).

Se il mio obiettivo è dimagrire 10 kg per andare al mare e far vedere il fisico, non posso iniziare a giugno e aspettarmi miracoli in un mese, devo iniziare diversi mesi prima, allenarmi nel modo giusto, avendo l’alimentazione giusta, controllando ogni tot mesi se si sto andando nella giusta direzione, usare anche i giusti mezzi (per esempio, il numero sulla bilancia, preso da solo, non ti dice se stai andando nella direzione giusta, perchè c’è differenza fra perdere peso e dimagrire).

In realtà le cose da fare sono semplici, ma questo non vuol dire che siano facili.

Nella pratica tutti sappiamo che dobbiamo fare attività fisica e mangiare bene, ma non è facile farlo, come può essere facile il primo mese di dieta, e non esserlo più dopo 3 mesi (perchè probabilmente la dieta non è quella giusta o non si è fatto il giusto percorso)

La vita di tutti i giorni è più complessa di quello che pensiamo o ci vogliono far credere; è spesso difficile organizzare bene la giornata e aver tempo per fare tutte le attività che dobbiamo e vogliamo fare, e nell’ipotesi che ci riuscissimo, è difficile avere le energie per farle.

La maggior parte delle persone non fa l’atleta di professione, ne fa un’altra per vivere, quindi l’attività fisica va inserita, soprattutto quando siamo agli inizi, nel contesto, va inserita fra gli altri impegni, o va a sostituire un’altra attività che facevamo; soprattutto all’inizio, quando siamo dei principianti dell’allenamento, si deve partire dalle basi, a piccoli passi; lo so che le aspettative sono quelle che si vedono sugli schermi, di gente che fa solo grandi pesi o esercizi belli a vedersi ( cito testualmente: “voglio fare l’allenamento di Belen”, alla prima volta che si è entrati in una palestra).

La realtà è diversa. La realtà spesso non piace, non è “figa”, non la puoi mettere sui social. E allora si cerca chi ci da la “pillola magica” per farci avere in breve tempo quello che vogliamo.

Purtroppo la pillola magica non esiste, la cosa che fa la differenza è lo stile di vita che abbiamo, le buone abitudini, le scelte che compiamo tutti i giorni (attenzione, non dobbiamo pensare che non possiamo mangiare più dolci o fare qualche sgarro, semplicemente lo sgarro, l’eccezione, non deve essere la regola. Tutti mangeremo una fetta di torta ad una festa, o berremo una birra in compagnia dei nostri amici accompagnata da una pizza ecc ecc, è la normalità, queste occasioni ci sono e ci devono essere, ma non devono essere la regola, non devono essere le regole di tutti i giorni), e nell’allenamento, o anche nella dieta, è la costanza e la pazienza.

Photo by Bich Tran on Pexels.com

Come in tutte le cose, si deve partire dalle basi, da poche cose importanti, e poi sviluppare altre cose. E si deve partire a piccole dosi, sia per evitare di infortunarsi, sia per evitare di bruciarci in breve tempo.

Non si può pensare di iniziare da zero, ed incominciare subito ad allenarsi tutti i giorni, 2 ore al giorno; si deve iniziare da 2 volte a settimana, massimo un’ora, a volte anche meno, in modo tale da abituarsi ai nuovi stimoli che stiamo dando al nostro corpo, e di dare il tempo al corpo di recuperare dall’allenamento,e soprattutto all’inizio, ce ne vuole di più di tempo. Dopo un po’, ma anche dopo un mese, anche in questo caso anche meno, si può passare a tre volte con 1 ora di allenamento e così via, fino ad allenarsi, se si vuole, non è obbligatorio, anche tutti i giorni (allenarci anche 3 volte a settimana va bene, essere attivi 3 volte a settimana no, sono due concetti diversi, ma non è l’argomento di questo articolo).

Poco importa alla fine l’attività che scegliamo di fare, il principio vale lo stesso sia per voler fare 200kg di squat, voler andare a correre una maratona, o fare un’attività semplicemente per stare in forma. Si parte dalle fondamenta, e solo dopo si può andare a costruire il primo piano e poi eventuali altri piani, in base ai nostri obiettivi ed esigenze.

Arrivati alla fine dell’articolo, spero che sia arrivato il concetto che volevo passarvi. Iniziamo o continuiamo ad allenarci, ma facciamolo sempre con criterio, affidandoci a persone competenti, che non vi prendono in giro con promesse strabilianti, ma mettono al centro i vostri bisogni e la vostra salute.

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